videosorveglianza

Le Linee Guida 3/2019 forniscono indicazioni sui sistemi privati ed aziendali a norma del GDPR e possono trovare applicazione indiretta anche per impianti finalizzati alla sicurezza pubblica.

Sono state divulgate le Linee Guida 3/2019 sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video, nella versione 2.0, cioè quella dopo la consultazione pubblica durata quasi 12 mesi.
Esse hanno l’obiettivo di fornire informazioni su come applicare il GDPR in relazione al trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video: lo scopo è presentare un quadro completo e offrire delle regolamentazioni anche per casi specifici. In particolare si punta ad evitare qualsiasi uso improprio della videosorveglianza per scopi completamente diversi e impropri, rispetto allo scopo originariamente assegnato al sistema.
Negli ultimi anni, infatti, le tecnologie legate alla videosorveglianza hanno visto una crescita costante delle performance grazie anche alla crescente implementazione dell’analisi video intelligente. La protezione dei dati e della privacy diventa quindi una priorità.

Vediamo dunque alcuni aspetti toccati dalla normativa.

Campo di applicazione: esenzione per finalità domestiche

Nella sezione relativa (punto 2), le Linee Guida specificano che non rientrano nel campo di applicazione del GDPR i trattamenti dei dati per finalità domestiche e familiari.
Attenzione però: le riprese domestiche non possono essere divulgate in rete senza il consenso degli interessati. Nel caso in cui si decida di monitorare il proprio giardino, se la proprietà è recintata e l’accesso limitato al controllore stesso e la famiglia, allora rientra nell’esenzione.
La videosorveglianza NON si deve però estendere (neanche parzialmente) a uno spazio pubblico (per esempio un giardino condominiale) o a una proprietà vicina.

Telecamere in zone pubbliche, private e attività commerciali

È possibile effettuare registrazioni nel caso in cui le riprese riguardino attività commerciale o zone private. L’installazione è comunque consentita solo previa adeguata valutazione preventiva dei rischi e delle opportunità e sempre nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori.
E’ necessario ottenere l’Autorizzazione all’ installazione dell’ impianto di videosorveglianza da parte dell’ Ufficio Territoriale del Lavoro di competenza e, a tal proposito, ricordiamo che VILLA IMPIANTI si occupa di tutte le procedure di compilazione e trasmissione dell’Istanza con cui va richiesto.
Le telecamere che registrano riprese in zone pubbliche sono installabili, invece, solo dalle pubbliche amministrazioni. Se un privato procede con l’installazione di telecamere private su strade pubbliche entra in contrasto con la normativa.

Riconoscimento facciale

Una nota a parte è dedicata alla divulgazioni di riprese relative a dati biometrici e riconoscimento facciale. In questo caso la norma è molto severa e restrittiva anche per le pubbliche amministrazioni, che necessitano di un confronto con l’Autorità nazionale per potersi attivare.
L’utilizzo della funzionalità di riconoscimento biometrico installata da soggetti privati per i propri scopi (marketing, statistica o anche sicurezza) richiede, nella maggior parte dei casi, il consenso esplicito di tutti gli interessati.

Obblighi di trasparenza e di accesso

Nel punto 7 troviamo esplicitati gli obblighi di trasparenza ed informazione: la normativa europea specifica che, nel caso di impianti finalizzati alla tutela del patrimonio o di persone in generale, l’interessato soggetto alle riprese ha il diritto di ottenere in modo tempestivo informazioni sul trattamento e può richiedere la cancellazione del filmato. Fanno eccezione gli impianti pubblici che effettuano controlli di sicurezza, regolati dal d.lsg 51/2018.
Per visionare il testo completo e scaricare le Linee Guida 3/2019 sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video.

 

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